Villa d'Este

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Villa D'Este
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In età rinascimentale la famiglia degli Este lascia una traccia a Tivoli, grazie al cardinale Ippolito II, che, deluso per la mancata elezione a pontefice, decide di costruire una splendida villa capace di racchiudere nei suoi locali i fasti delle corti di Roma, Ferrara e di quelle francesi. Il progetto di Villa d'Este viene affidato all'architetto Pirro Ligorio, che, aiutato da vari artisti e tecnici, riesce a realizzare un magnifico esempio di architettura, entrato con pieno diritto nella lista dei patrimoni dell'Umanit

La villa si compone di più appartamenti e un piano nobile, le cui sale vennero decorate da numerosi artisti del manierismo romano, quali Livio Agresti, Federico Zuccari, Durante Alberti, Girolamo Muziano, Cesare Nebbia e Antonio Tempesta, che, da parte loro, contribuirono alla ricchezza artistica della struttura insieme alla monumentale scalinata esterna e alla Gran Loggia, che delimita il vialone del giardino.

Villa d'Este si può definire uno dei capolavori del Rinascimento italiano e fonte di ispirazione anche per la grande maestria nella progettazione dei giardini. Ci troviamo di fronte al primo esempio di "giardini all'italiana": il verde impreziosito da strutture artistiche, fontane, giochi d'acqua, grotte, musiche idrauliche.

I lavori sulla villa continuarono anche dopo la morte del cardinale Ippolito d'Este, ma la poca manutenzione, negli anni successivi, provoca il declino della struttura, fino a che un altro cardinale, Gustav von Hohelohe, la riqualifica come centro culturale.

Nei primi anni del '900 Villa d'Este entra nel demanio statale e solo dagli anni '20 viene ripristinata integralmente ed aperta al pubblico.